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Victoria Swarovski e Werner Mürz Sposi!
Victoria Swarovski e Werner Mürz imprenditore di 17 anni più grande di lei, conosciuto nel 2010 hanno scelto per il loro long wedding week end, da giovedì 15 a sabato 17 giugno, la magia di Portopiccolo, sul Golfo di Trieste che è diventato palcoscenico della 3 giorni di festeggiamenti.
Un elegante borgo in pietra carsica, a pochi chilometri da Trieste, che si è trasformato ogni giorno in uno scenario diverso.
Giovedì sera un gala dinner a tema ‘Pasta e Amore’, nella piazzetta di Portopiccolo, con una lunga tavolata sui toni dell’oro e del rosso (così come lo strepitoso abito lungo-corto di Victoria).
A seguire, il venerdì, presenti circa 250 selezionatissimi invitati la celebrazione del rito religioso nella Cattedrale di San Giusto, sempre a Trieste, alle 15.30, dove Victoria ha sfoggiato un abito dai numeri strepitosi, un modello principessa con un velo di otto metri disegnato da Michel Cinco.
Una mise arricchita – neanche a dirlo – da 1.000.000 cristalli Swarovski, dal peso di 46 Kg. Alla sera, gala dinner sui motivi del bianco al ristorante Maxi’s, con decorazione a tema cristalli Swarovski della event designer Sabine Koenigsberger, e poi, alle 23.30, torta a cinque piani in un tripudio di fuochi d’artificio.
A chiudere in bellezza, il sabato, concluse le piacevoli fatiche della prima notte di nozze, Victoria e Werner hanno poi raggiunto lo yacht della famiglia Swarovski a Saint Tropez per la prima tappa della loro lunga luna di miele.
Nata a Innsbruck il 16 agosto 1993, Victoria Swarovski è la figlia di Paul Swarovski, potente manager dell’omonima azienda famosa in tutto il mondo per la produzione di manufatti in cristallo, anche se il suo punto di riferimento familiare è sempre stata la zia Fiona, nome di spicco del jet set internazionale nonché moglie del Ministro delle Finanze austriaco Karl Heinz Grasser.
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Julia Butterfly Hill
Luna è un’antica sequoia alta più di 70 metri, minacciata di taglio da una industria del legno, che ha acquistato il bosco e vuole eliminarlo.
Ma sui suoi rami sale un angelo custode, o meglio, una farfalla custode: si chiama Julia Hill.
È una giovane ambientalista americana, che resterà ancorata a quelle fronde millenarie per salvarle per ben 738 giorni.
Siamo nel 1997, un gruppo di attivisti protesta contro la distruzione degli alberi.
Coraggiosa e determinata, Julia si offre volontaria per salire su uno degli alberi più alti, nella speranza di fermare il cosiddetto “taglio a raso”, ovvero il taglio di alberi di tutte le età e dimensioni, per poi bruciare l’intera area.
Sa fin da subito che l’unico modo per ottenere l’attenzione mediatica e pubblica sarebbe stato quello di battere il record di permanenza su un albero, fermo a 42 giorni.
E questo è esattamente quello che fa. Dopo 100 giorni trascorsi su Luna, Julia è su tutti i giornali per spiegare l’importanza di salvare questi alberi. Soprannominato “Butterfly”, trasmette senza sosta questo messaggio e condivide col mondo la sua conoscenza sulle antiche sequoie.
Il viaggio intrapreso è estremamente difficile, fatto di privazioni, condizioni climatiche avverse, vento costante, freddo e pioggia. Anche il personale della Pacific Lumber si adopera per rendere il suo soggiorno ancora meno sopportabile, con vessazioni, luci per non farla dormire e persino uso di spray al pepe. Ma Julia resiste, combattendo taglialegna e solitudine allo stesso tempo per la sua nuova amica Luna, con cui man mano diventa un tutt’uno.
Dopo 738 giorni, il 18 dicembre 1999, Julia finalmente mette i piedi sul terreno.
L’azienda si è arresa e l’albero è salvo. “Mi stavo lasciando il miglior maestro e amico che abbia mai avuto. La persona che era salita e quella che era scesa erano così profondamente diverse che non ero sicura di riuscire ad affrontare il ritorno alla vita nel mondo. Non avevo toccato la terra per due anni e otto giorni”, racconta la donna.
Julia Hill, meglio conosciuta come Julia Butterfly Hill (Mount Vernon, 18 febbraio 1974), è un’ambientalista e scrittrice statunitense. È diventata nota perché è rimasta per 738 giorni nella foresta di Headwaters, situata nella contea di Humboldt (California), dal dicembre del 1997 al dicembre del 1999, su di una sequoia a circa 55 metri[1] di altezza per impedirne l’abbattimento da parte della Pacific Lumber Company. Ha raccontato la sua permanenza sull’albero nel libro The legacy of Luna (Luna è il nome dato alla sequoia), tradotto in italiano con il titolo La ragazza sull’albero.
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